L’Associazione “Limone dell’Etna” si propone di promuovere e tutelare la produzione del limone coltivato nel territorio jonico-etneo L’importanza dell’ambiente nella coltivazione del limone La pianta di limone, che durante l’inverno subisce un moderato rallentamento del suo metabolismo, è specie molto sensibile al freddo, mentre è piuttosto resistente alle alte temperature. Per questi motivi la coltivazione del limone è diffusa lungo la fascia costiera etnea e nelle immediate pendici retrostanti nelle aree comprese tra il fiume Alcantara a nord ed il confine settentrionale del comune di Catania a sud, trovando le condizioni più favorevoli sui versanti esposti a sud e ad est. La temperatura è il principale fattore climatico che limita la coltura limonicola. Dall’analisi dei valori delle temperature rilevate nel versante orientale dell’Etna, con particolare riferimento alla stazione meteorologica di Acireale (194 m s.l.m.), è possibile evidenziare che l’ambiente costiero etneo presenta condizioni di clima temperato da ottobre a marzo ed arido da aprile a settembre. La temperatura media annua si aggira intorno ai 18 °C, la media delle massime del periodo estivo non supera la soglia di 29 °C, mentre quella delle minime dei mesi più freddi (gennaio e febbraio) non scende al di sotto di 7-8 °C. Dopo la temperatura, l’acqua è il fattore determinante per la coltivazione del limone. Oltre alle precipitazioni naturali che apportano un notevole contributo al soddisfacimento delle esigenze idriche dei limoni, con valori medi di 600-700 mm/anno, di cui oltre la metà concentrati tra ottobre e gennaio, nell’area di produzione del “Limone dell’Etna” le riserve d’acqua sono garantite dal grande bacino idrico sotterraneo del massiccio etneo, che costituisce il più importante serbatoio naturale di acqua dell’intera Sicilia. La disponibilità di acqua di ottima qualità, unita all’umidità atmosferica, svolge un ruolo decisivo nella determinazione della qualità dei frutti di “Limone dell’Etna”, consentendo di ottenere frutti succosi, di forma regolare, con buccia fine e che possono essere raccolti 12 mesi l’anno. Riguardo al suolo, il limone della costa ionica etnea viene coltivato principalmente su terreni di origine vulcanica più o meno evoluti, i quali poggiano su substrati sedimentari antecedenti la costituzione dell’apparato etneo. I terreni sono dotati di buona fertilità, di pH neutro e/o subacido, sono poveri di calcare, più o meno profondi e ben dotati di elementi nutritivi e di sostanza organica, e a volte di scheletro abbondante e a volte anche con roccia affiorante. La Sicilia annovera una storica tradizione nella coltivazione specializzata del limone che risale in quest’area a oltre 2 secoli or sono; il rispetto delle antiche tradizioni nella coltivazione di queste piante, tramandata di generazione in generazione, continua ancora oggi nella costiera etnea, dando vita ad una vera e propria scuola di specialisti nella coltivazione del “Limone dell’Etna”. In particolare è proprio in quest’area, specialmente sui terreni più superficiali e ricchi di scheletro dell’Acese, che gli specialisti nella coltivazione del “Limone dell’Etna” misero a punto la tecnica della forzatura del limone attraverso la pratica agronomica della forzatura o “secca”, dando origine alla produzione spesso prevalente dei frutti fuori stagione denominati verdelli. Per tutti i superiori motivi il “Limone dell’Etna” mantiene un profondo legame con l’ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto.